Logo e Brand: effetto psicologico e persuasivo

Logo e Brand: effetto psicologio e persuasivoIl logo al contrario di una pubblicità non nasce per attirare l’attenzione, bensì col compito di essere memorizzato e associato univocamente a un ente rievocando, quando ricordato, una sensazione che stimoli il nostro sistema nervoso a muoverci verso una determinata scelta. Questo articolo prende spunto dall’analisi fatta da uno dei tanti siti americani per la creazione di loghi cercando di rendere alla portata di tutti la consapevolezza di quanto è importante la scelta di un logo.

Cosa guarda il tuo cervello in un logo?

 Logo e Brand: effetto psicologio e persuasivo

1) I colori: Ruolo fondamentale nella creazione di un logo è rivestito dai colori. Sono l’elemento che più velocemente suscita una risposta emotiva nell’osservatore. Due sono le strategie principali: il bianco e nero che esprime professionalità e serietà, oppure l’utilizzo di colori molto sgargianti (il rosso in primis) in modo da stimolare una risposta emotiva forte. Recenti studi ( ”study shows that color plays Musical Chairs in the brain” , UchicagoNews, October 2, 2009 e ”Three Cortical stages of colour Processing in the Human Brain” , Brain 2009 ) sostengono che i colori non sono visti nell’insieme dai nostri occhi bensì è il cervello a creare il mix così come lo percepiamo e questa operazione è svolta dall’ ippocampo e dalla parte posteriore della corteccia primaria visiva.

2) La forma: Una volta identificati i colori la corteccia visiva si occupa di stabilire quali siano le forme presenti nel logo e se è possibile creare un’associazione con oggetti concreti già conosciuti ( Sanguinetti, Joseph ‘’The ground side of an object: perceived as shapeless yet processed for semantics’’ Psychological Sciense, November 12, 2013 ).

3) Il significato: riconosciuti colori e forme l’amigdala e la corteccia orbito-frontale si preoccupano di aggiungere a queste informazioni contesti e significati precedentemente conservati nella tua memoria e restituire le sensazioni risultanti.

Come un logo viene associato

Il riconoscimento del logo e la nostra risposta emotiva è un processo rapidissimo che passa per 4 step fondamentali:

  • Vedi un logo e i tuoi occhi mandano un segnale al ‘’giro fusiforme’’ e alla corteccia visiva primaria dove vengono prima identificati i colori e poi riconosciute le forme.Logo e Brand: effetto psicologio e persuasivo
  • Questi elementi sono poi raggruppati dall’ area V2 della corteccia Visiva in modo da definire gli oggetti che vedi.

Logo e Brand: effetto psicologio e persuasivo

  • Il nostro cervello istantaneamente cerca una corrispondenza tra la struttura vista e una struttura analoga conservata nella nostra memoria e associata, attraverso l’esperienza precedente, ad un nome.

Logo e Brand: effetto psicologio e persuasivo

  • In ultimo il tuo cervello aggiunge al logo un significato semantico proveniente dalla tua esperienza precedente con il marchio, come il nome del prodotto che sponsorizza e l’attributo che hai memorizzato per il marchio.T UTTO QUESTO IN 400 MILLISECONDI.Logo e Brand: effetto psicologio e persuasivo

Cosa ci fa scegliere un logo piuttosto che un altro

Utilizzando la risonanza magnetica funzionale gli studiosi di neurologia sono riusciti a studiare come il nostro cervello ‘’pensa’’ ai loghi e a trarre alcune, documentate, affascinanti considerazioni:

  • Non c’è una singola zona del cervello dove i loghi vengono conservati e processati. I marchi riguardanti lo sport e il lusso ( come Nike e Mercedes ) producono una risposta nella corteccia prefrontale mediale e nel precuneo, mentre i loghi relativi ai grandi centri commerciali attivano i neuroni della corteccia cingolare anteriore ( Shafer, Michael and Rotte ‘’ Thinking on luxury or pragmatic brand products: Brain responses to different categories of culturally based brand )
  • I loghi che noi preferiamo suscitano un attività nel polo ventrale anteriore mediale, quest’area è responsabile della nostra autostima e dell’ idea che abbiamo di noi stessi. Questo potrebbe suggerire che alcuni dei loghi che scegliamo stanno contemporaneamente caratterizzando chi crediamo di essere. ( Journal of customer behaviour, volume 11, numbers 1 )
  • Anche la nostra familiarità con un logo determina quale parte del cervello viene interessata. In particolare un logo che vediamo spesso stimola le regioni dell’encefalo resposabili delle emozioni positive mentre un logo sconosciuto stimola in totale molto meno i neuroni e fornisce un segnale anche proveniente dalla regione delle emozioni negative. Questo suggerisce che le persone hanno una valutazione migliore di alcuni marchi SEMPLICEMENTE PERCHE’ LI VEDONO DI PIU’ e quindi la strategia di bombardamento con un marchio non è sbagliata. (Eshch, Franz-Rudolf, ‘’ Brands on the brain: do consumer use declarative information or experienced emotions to evaluate brands ? ‘’ journal of consumer)
  • E’ stato inoltre dimostrato che non pensiamo ad un logo con le parti del cervello relative agli oggetti o agli animali bensì i nostri neuroni rispondono nello stesso modo in cui rispondono quando riflettiamo sulle nostre relazioni interpersonali. Biologicamente un logo che ci è familiare stimola il cervello molto più similmente ad un amico rispetto che ad un oggetto.(Santos, Jose Paulo, ‘’ Perceiving brands after logo perception: An evene related fmri study’’)
  • Il logo può perfino influenzare il comportamento e l’ indole di una persona. Se viene mostrato subliminarmente un logo delle Apple ad alcuni studenti e un logo dell’ IBM ad altri gli studenti ai quali è stato subliminarmente mostrato il logo Apple ottengono punteggi migliori ai test di creatività. Mostrando con lo stesso metodo il logo Disney si ottiene negli studenti un miglioramento dell’ onestà rispetto ai punteggi ottenuti mostrando loghi TV. ( Fitzsimons, grainn, et all. ‘’ Automatic effects of brand exposure on motivated behavior: how Apple Makes you ‘think different’ ’’ journal of consumer research ).

Spero che da oggi ogni volta che scegliete quale paio di occhiali scarpe o detersivo comprare vi rendiate conto della miriade di condizionamenti psicologici che state ricevendo.

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