Non sei d’accordo: Impara a dire NO

Spesso saper dire NO è un’impresa ardua e delicata. Sia se fossimo dei cosiddetti YES MAN pronti a tutto pur di aiutare il prossimo ed essere accondiscendenti sia se ci mancasse il coraggio di contraddire le figure che abbiamo di fronte, imparare a dire NO con l’approccio corretto diventa fondamentale a tutti i livelli dalla vita privata fino a quella professionale.

Imparare a dire no

Dire “no” non vuol dire essere scortesi

La prima cosa su cui lavorare è la nostra percezione del NO. Forse da bambini ci hanno insegnato ad associare una negazione ad una sensazione spiacevole che ci privava della nostra libertà contrapponendosi ai nostri desideri, ma nell’età adulta possiamo serenamente abbandonare la sensazione negativa collegata al NO. Dobbiamo renderci conto che negare un favore e contrapporsi ad un’ idea non è unsimbolo di scortesia, al contrario, accettare passivamente l’idea o fare tutto quello che ci viene chiesto senza sapere come opporci ed esprimere la nostra idea è una prepotenza che ci obblighiamo a subire e, nel lungo termine, ci renderà schiavi di un immagine passiva e accondiscendente di noi stessi che non riesce ad esprimersi ed emergere. Imparare a dire NO vi renderà consapevoli del giusto approccio da usare per uscire dai loop di SI nei quali per mille ragioni si finisce.

Capire che tipo di NO vogliamo dire

Una volta che ci si è resi conto che la negazione non è una scortesia bensì un atto di rispetto verso noi stessi, dobbiamo avere ben chiara la tipoligia di NO che vogliamo da dire ed il motivo. Ciascuna tipoligia di negazione è più adatta in determinate situazione piuttosto che in altre ed è caratterizzata da determinati approcci e metodi.




Distinguerei tre macro tipologie di “NO”:

  • Il “no” autoritario da utilizzare per ribadire concetti già negati oppure per imporre il proprio ruolo in contesti in cui è fondamentale avere un punto fermo.
  • Il “no” diplomatico e comprensivo, utile se il tuo ruolo non è manageriale oppure nella maggioranza degli aspetti della vita privata.
  • Il “no” flessibile per mostrare che non sei d’accordo con la determinata richiesta ma sarai disposto a “scendere a compromessi”.

Il “no” autoritario

Chiunque tu sia e in qualunque situazione ti trovi non ti basterà puntare i piedi a terra e cambiare il tono di voce per dire un “NO” che sia rispettato e inattaccabile. Il no autoritario è la più complessa delle negazioni da utilizzare esclusivamente quando hai un grado sufficientemente elevato o una competenza sufficientemente superiore agli altri membri della discussione, la mancanza di queste caratteristiche porterà ad una negazione che verrà accettata ma non rispettatata con conseguenze negative sulla tua figura di leader.

“Un leader sà quando dire NO ma deve sapere sopratutto come dirlo

Nel dire un “NO” autoritario, da leader, i tempi sono fondamentali, ascoltiamo la richiesta, prendiamoci del tempo prima di rispondere (qualche secondo) magari inalando un bel respiro profondo e distogliendo lo sguardo dall’interlocutore, questo farà capire che stiamo realmente valutando con attenzione la richiesta dandoci peso, inoltre crerà un’attesa propedeutica alla ricezione del risposta.

Nel dire “NO” giriamoci contemporaneamente per fissarlo negli occhi. La contemporaneità tra la risposta e il ripristino del contatto visivo darà grande forza alla nostra risposta. NON ALZARE MAI LA VOCE, è fondamentale che il tuo tono sia basso e deciso, quasi rassicurante.

In questa tipologia di negazione è bene dare una spiegazione breve e concisa che non sembri assolutamente una giustificazione e che lasci poco spazio alle discussioni.

Il “no” diplomatico

Anche in questo caso parliamo di un “no” dal quale non saremo disposti a tornare indietro ma l’approccio è comprensivo ed empatico. L’idea da trasmettere è quella di un coinvolgimento emotivo nel negare il favore o contrapporci all’idea.

Rispetto al precedente la parte iniziale è caratterizzata dall’ascolto e da domande finalizzate a capire il perchè della richiesta e dell’idea proposta, in questo caso imparare a dire no significa imparare ad ascoltare.

E’ bene che la conversazione in questo caso avvenga con le persone rivolte dallo stesso tuo lato del tavolo o comunque situate lateralmente anzichè frontalmente in modo da trasmettere l’idea di essere coesi e non in contrapposizione nonostante la negazione che hai intenzione di dare

In questo caso per rendere il NO più “dolce” consiglio le seguenti frasi:

Ti dirò di “NO” perchè… (stiamo mettendo il no al futuro senza dirlo esplicitamente e stiamo spiegando le motivazioni al punto che dopo non dovremmo dargli nessuna negazione secca)

Se ti dico No è perchè… (il se davanti la frase sembra lasciare uno spiraglio ma in realtà spiegando subito dopo i motivi lo state confermando implicitamente).

Il “no” flessibile

Questa tipologia di NO possiamo considerarla una negazione non seguita dai fatti. E’ il classico “no” che và utilizzato quando vogliamo far capire che non siamo d’accordo con quello che ci hanno chiesto ma lo faremo comunque (i motivi per doverlo fare dipendono ovviamente dalla specifica situazione). Lo scopo di opporsi verbalmente ma non fisicamente è duplice, da un lato mostriamo la nostra idea dall’altro quantomeno avremo l’effetto di inibire successive richieste analoghe in futuro.

Le frase migliore da utilizzare è sicuramente quacosa del tipo:

Lo farò nonostante ti avrei risposto di no perchè…

Imparare a dire NO non è tutto infatti nel concludere vi esorto sempre a pesare i vostri NO, i muri che mettete tra voi e le richieste delle persone sono fondamentali per creare i giusti equilibri in tutti i rapporti. Non abbiate paura di esporvi e contrapporvi ma al tempo stesso certe volte dire un SI col sorriso vale più di mille no.

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One Thought to “Non sei d’accordo: Impara a dire NO”

  1. Claudia C.

    Non Pensavo fosse così importante imparare a dire NO. Mi è stato utilissimo capire la psicologia e i metodi che ci sono dietro

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